Hollow Knight: Silksong – Quale atto punge e quale canta?

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La nostra classifica degli atti di Hollow Knight: Silksong analizza i tre capitoli di Pharloom, svelando quale brilla davvero.

È il 2026, e la comunità di Hollow Knight: Silksong ha avuto un anno per digerire ogni singolo filo setoso di Pharloom. Ormai, la maggior parte dei giocatori è d’accordo su una cosa: questo gioco è una creatura splendida divisa in tre atti distinti, ciascuno con la propria personalità, le proprie camere di tortura e i propri crescendo strappalacrime. Ma non tutti gli atti sono uguali. Alcuni volano in alto come un lancio di ago ben mirato; altri crollano più forte di un goffo mosscreep. Analizziamo il viaggio di Hornet e vediamo quale capitolo domina davvero il regno.

Hornet seen in a cutscene from each act of Hollow Knight Silksong

Atto Uno: Pharloom – Storia e atmosfera: la grande introduzione

Dopo essere stata misteriosamente trascinata in questo regno tessuto di seta, Hornet fa ciò che farebbe qualsiasi insetto sensato: andare dritta verso la torre più alta e pretendere risposte. L’Atto Uno prepara il palcoscenico con un magnifico world-building e una sfilata di volti memorabili. Dal momento in cui la nostra eroina entra a Bellhart e vede i suoi cittadini di seta sospesi in uno stato di stasi, l’atmosfera trasuda mistero e minaccia in egual misura.

Hornet entering Bellhart for the first time and seeing all the silk-strung residents in Hollow Knight Silksong

L’apertura ricca di lore è forse il tratto narrativo più forte del viaggio. È qui che i giocatori incontrano per la prima volta l’enigmatica Lace, i tessitori ronzanti e gli echi disperati di un regno in decadenza. Il semplice obiettivo — salire fino alla Cittadella — sembra allo stesso tempo epico e personale. Onestamente, se i titoli di coda fossero arrivati dopo l’Atto Uno, nessuno si sarebbe lamentato; è così soddisfacente. Ma Team Cherry, nella loro infinita crudeltà, ha deciso che quello era solo l’antipasto.

Atto Uno: Gameplay – un inizio accidentato con i denti

Purtroppo, le prime ore presentano anche alcuni dei picchi di difficoltà più sbilanciati da queste parti, subito oltre l’Abisso. Hornet inizia la sua missione con tutta la potenza combattiva di un tovagliolo umido, e alcuni boss sembrano progettati per sfruttare quella debolezza con sadico piacere. Il primo incontro con la Savage Beastfly, per esempio, spesso diventa un rito di passaggio in cui i giocatori imparano a imprecare in lingue che non parlano nemmeno.

Hornet fighting against the first savage beastfly in Hollow Knight Silksong

L’esplorazione è generosa all’inizio, ma questa libertà è un’arma a doppio taglio. Avventurarsi in aree come Sinner’s Road prima di essere pronti sembra come mettere accidentalmente il piede in un nido di hornet furiosi. La costante sensazione di impotenza, anche mentre nuove abilità arrivano col contagocce, può trasformare l’Atto Uno in un labirinto frustrante invece che in una scoperta gioiosa. È bello, sì, ma ama anche consegnarti una mappa verso un muro di mattoni.

Atto Due: Cittadella del Canto – Storia e atmosfera: un punto intermedio mediocre

Una volta dentro la Cittadella, il mondo si apre in un vasto paese delle meraviglie meccanico. Gli ingranaggi macinano, la seta vibra, e le sotto-regioni brillano di una patina industriale che è allo stesso tempo splendida e, dopo un po’, leggermente monotona. La narrazione, però, entra in una zona d’aria rarefatta. I colpi di lore importanti ci sono, ma la posta emotiva non prende davvero fuoco. Persino i presunti “finali” disponibili qui sembrano più suggerimenti educati che veri climax.

The opening cutscene for Act Two Citadel of Song in Hollow Knight Silksong

Molti giocatori alla prima esperienza hanno assistito a una delle conclusioni dell’Atto Due pensando: “Tutto qui?” È una trappola intelligente, in realtà. Team Cherry nasconde un intero atto di contenuti dietro il vero finale, attirando i completisti nelle profondità dove vive la vera storia. Senza quel filo, la narrazione dell’Atto Due può sembrare una gabbia bellissima senza chiave.

Atto Due: Gameplay – Pharloom è tuo da esplorare

Dal punto di vista del gameplay, è qui che Silksong spalanca le ali ed esegue una piroetta aerea impeccabile. Hornet ora ha accumulato un delizioso arsenale di Crest e Tools, e il gioco finalmente si fida del giocatore abbastanza da non tenerlo costantemente al guinzaglio. All’improvviso, l’intera mappa diventa una sandbox. Vuoi spezzare la sequenza attraverso le Bellways? Fallo. Ti va di mettere sotto pressione un boss di fine gioco molto prima del percorso previsto? Buona fortuna, ma è possibile.

Hornet about to fight for the second time Lace in a room of white roses in Hollow Knight Silksong

Boss che una volta sembravano ingiusti diventano ora danze entusiasmanti invece che fatiche da digrignare i denti. Il ritmo si stabilizza e il senso di libertà è inebriante. Questo atto offre probabilmente l’esperienza più pura di Hollow Knight : impegnativa ma giusta, vasta ma mai senza meta. È il punto perfetto in cui morire sembra una lezione, non una punizione.

Atto Tre: Abisso – Storia e atmosfera: nelle profondità sotto Pharloom

Per chi è abbastanza tenace da completare una rete intricata di Wishes e scoprire il vero finale, l’Atto Tre trascina Hornet nelle profondità soffocate dal vuoto. Dopo aver fatto squadra con Lace per spingere la Grand Mother Silk nell’Abisso, l’intero regno precipita nel caos. La sofferenza si fa più rumorosa, l’ambiente più disperato, e ogni nemico controllato dalla seta ora crepita di energia del Void.

Hornet pushing the Grand Mother Silk into the Abyss in Hollow Knight Silksong

Dal punto di vista narrativo, questa è la chiusura che l’Atto Due non aveva. I personaggi trovano il proprio destino, le alleanze si consolidano e lo scontro climatico con Lost Lace regala il pugno allo stomaco emotivo che i veterani desiderano. Il finale rende persino un omaggio affettuoso all’originale Hollow Knight in modi che farebbero commuovere un avventuriero esperto. Se l’Atto Due è la festa, l’Atto Tre è l’addio agrodolce.

Atto Tre: Gameplay – difficoltà alimentata dal Void

Non giriamoci intorno: l’Atto Tre vi odia. I normali nemici ora infusi di Void sono praticamente gli stessi avversari, ma con più salute e fastidiosi attacchi extra che trasformano ogni stanza in una tomba potenziale.

虽然这在叙事上是有道理的,但这种“额外挑战”还是会让人觉得有点多余,就像有人往一道已经很辣的菜里又浇了一层辣椒油。

Hornet fighting against the true final boss Lost Lace in Hollow Knight Silksong

从好的方面来说,这里的Boss战是整个游戏中最出色的一些,而诸如可随时传送到Bellways的能力等生活质量升级也来得恰到好处。问题在于?由于进入条件过于曲折,许多玩家可能会错过这一幕。它是一颗被层层隐晦Wish埋藏起来的隐藏宝石,虽然值得挖掘,但不断出现的强化杂兵骚扰,即便是最耐心的针使也会被消磨殆尽。

结论:第二幕无可匹敌

那么,哪一幕最终胜出?王冠最适合第二幕。虽然故事未必能达到结局的高度,而开场也预示着更丰富的叙事,但圣歌城堡所带来的纯粹自由与平衡挑战,使它成为 Silksong 中最令人享受的一段。Hornet感觉强大却并非无敌,世界完全敞开,而这场冒险终于与玩家的实力水平相匹配。

第一幕是一次华丽却严苛的入门,虽是必读,却偶尔让人感觉像被“下马威”。第三幕则是献给设定爱好者和受虐狂的华美尾声,但它人为提高的难度和晦涩的进入条件,使它难称最佳。不管你更喜欢哪一幕,有一点不会变: Hollow Knight: Silksong 是一部关于丝、歌与苦难的杰作,玩家在第三次看完片尾名单后,仍会久久哼唱它的旋律。??️

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